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Medielettra a Tuscania. Un cantiere, una pausa, una città che ti resta addosso
Medielettra a Tuscania. Un cantiere, una pausa, una città che ti resta addosso
12/01/2026 INFORMAZIONI

Siamo arrivati a Tuscania per lavoro.
Un cantiere aperto, settimane di attività, impianti da progettare e far funzionare nel modo più efficiente possibile. Fin qui, tutto normale. O quasi.

Poi succede sempre la stessa cosa: finisce la giornata, si spengono le luci del cantiere e qualcuno dice: “Facciamo due passi?”

Ed è lì che il lavoro incontra il territorio.

Tuscania non si concede subito. È una città che non alza la voce, non si mette in vetrina. Ti costringe a rallentare. Le sue pietre raccontano una storia che non ha bisogno di effetti speciali: etruschi, medioevo, terremoti, ricostruzioni, comunità che resistono.

Entriamo nella Basilica di San Pietro, poi in Santa Maria Maggiore. Non è turismo, non è una gita. È curiosità pura. Quella che nasce quando lavori in un luogo e senti il bisogno di capirlo, non solo di attraversarlo.

Perché Medielettra è fatta di tecnologia, sì.
Ma soprattutto di persone che, mentre progettano il futuro, vivono il presente.

Quando sei in trasferta per settimane, il territorio smette di essere una cartolina. Diventa:

  • il bar dove fai colazione ogni mattina,
  • la piazza che attraversi sempre alla stessa ora,
  • le persone che iniziano a riconoscerti.

È qui che nasce il legame.
Ed è qui che capisci una cosa semplice: non esistono cantieri “neutri”. Ogni intervento tecnico si innesta in una comunità viva, con una sua identità, un suo ritmo, una sua storia.

Ed è anche per questo che il nostro modo di lavorare non può essere standardizzato.

Raccontare i cantieri così è una scelta. E come tutte le scelte, ha un rischio. Non parliamo solo di numeri, performance, schede tecniche.
Non mettiamo il cantiere al centro del racconto, ma il luogo che lo ospita. Abbiamo iniziato con Tuscania, proseguiremo nei prossimi giorni con gli altri cantieri avviati nel 2025.